Sono una donna con una professione definita di ingegno – ovvero scrivo, sono una giornalista e scrittrice che si occupa di ricerca nel campo del benessere psico-fisico. Ma questa professione è stata solo l’effetto della mia passione per lo studio e la ricerca, che mi aveva sempre portato a indagare e a prendere nota, per poi riflettere su quanto letto e arrivare alle mie conclusioni. Giro con block note e penna, così da potermi sempre annotare le riflessioni che man mano sviluppo. Girerei anche con i libri, ma in genere sono sempre troppi quelli che sto leggendo in contemporanea, così li lascio a casa, e mi lascio andare ai pensieri.
Da piccolissima ho sempre pensato di diventare una filosofa, tanto era la mia passione viscerale per lo studio e l’analisi. E ora ci sono, sono proprio là dove volevo arrivare, anche se, alla vita tutt’attorno non ci avevo mai pensato e, quindi, come normale conseguenza di questa poca mia chiarezza in proposito, il risultato è decisamente ibrido.
Passo la maggior parte del mio tempo a scrivere al computer, per poi “volare” per la casa e pulire, di corsa, quello che c’è da pulire, sempre richiamata dal mio computer, dove potrò, finalmente tornare, non appena sbrigate le faccende, e così continuare a scrivere. “Volo” veloce e assorta per casa, quando c’è da dar da mangiare alla mia cockerina e al gatto – per fortuna al coniglio nano ci pensa mia figlia, dato che l’animaletto è suo.
Leggo, penso, scrivo, mentre ficco dentro tutto il resto, quello che normalmente si deve fare per portare avanti una casa che, sebbene piccola, deve essere curata.
L’altro giorno, l’11 giugno, ho compiuto 50 anni. Me li osservo, senza sapere cosa pensarne e quindi smetto di pensarci, intanto la mia vita va avanti, con un ritmo che diventa sempre più intenso.
A luglio incomincerò di nuovo a dare dei campi. Saranno ca. 10 anni che non li do più. Ma sento che di nuovo è arrivato il momento. Dopo essere tornata in Italia, ho dovuto ricominciare tutto da capo, come ormai ero ben abituata a fare, visto che, con 17 traslochi alle spalle, dentro e fuori dall’Italia, in posti sempre diversi, uno si ritrova, costantemente, a ricominciare: i contatti, le nuove abitudine, nuove lingue, nuovi ambienti…
Ora mi sono nuovamente sistemata e la “musica” può ricominciare. Forse sono emozionata, forse sono anche felice.