Il tempo è nuvoloso, anche se poco convinto. Infatti in questi giorni ogni tanto sbirciava fuori pure il sole e poi tornava il vento e il cielo si scuriva e si presumeva il temporale…
Questo è un tempo da estate del nord europa, che a me obiettivanente piace pure molto, mi fa sentire a casa in un certo senso. L’Italia è un’emozione, quella delle vacanze, il quotidiano invece è questa altra sensazione, più pacata e senz’altro più proficua.
Mia figlia con il suo compagno stanno progettando di trasferirsi in Inghilterra quando lui avrà dato la tesi. Intanto coltiva i contatti inglesi di lavoro che ha già e mia figlia è contenta, lei potrà semplicemente chiedere il trasferimento là, per il lavoro.
L’Italia è veramente fenomenale per l’atmosfera: caciarona, allegra, divertita… ma è faticosa da viverci, specie se non ragioni come gli italiani. E l’Inghilterra è il posto in assoluto dove siamo stati meglio, a casa sul serio. Per cui sono contenta anch’io, e tanto, di questa scelta, dà sollievo a lei e pure a me. Cosa poi farò non lo so. Ma finalmente, dopo tanti anni, l’idea di potermi trasferire fra qualche tempo mi apre il cuore, una sensazione che non avevo mai più provato da quando ero qui. E’ come se le progettualità tornassero proprio quando si stavano limitando a una modalità che proprio non mi corrisponde e mi appesantisce soltanto il cuore.
Ora, intanto, aspetto che la vita si apra. Quello che mi stupisce è vedere che le cose si dipanano al meglio quando uno smette di puntare verso obiettivi non congeniali…
Maggio 2, 2006