Anche Pavia ha il suo cupolone, il Duomo infatti è per grandezza il terzo in Italia, dopo San Pietro e il Duomo di Firenze. Quando si rientra così, visto che da noi è tutto piano, eccoti il Cupolone che si vede da lontano e ora pure io mi sento a casa quando lo vedo.
Soprattutto il Cupolone mi è utile nelle mie passeggiate. Sì perché qui nel pavese, a differenza dal milanese dove persino le strade di campagna sembrano essere sinergiche e in connessione tra loro, invece qui no. Tante strade e stradine arrivano da qualche parte e basta. Non si incontrano dunque sentieri paralleli che ti indirizzano su altri sentieri, ci si deve proprio inoltrare nella campagna se non si vuole tornare dalla stessa strada. Cosa che ogni tanto faccio e poi mi trovo spersa in zone che comunque non conosco. Ma per fortuna c’è sempre il Cupolone, che si vede sempre, e io così mi oriento. So che per tornare deve puntare da quella parte, così lo faccio e prima o poi ricapito su una via.
Anche di notte si vede bene. Una sera che ero stata invitata all’apertura di un agriturismo, decisamente sperduto nel nulla, quando poi mi sono stufata e ho voluto tornare mi sono dovuta incamminare a piedi, visto che la persona con cui ero andata trovava sconveniente venirsene via prima della fina di quella (noiosissima) apertura. Uscita all’aperto mi sono chiesta se avrei ritrovato la strada, ma mi è bastato guardarmi in giro per vedere laggiù il caro Cupolone. Che sollievo quella volta, non mi sarebbe andato il vagare la notte per la campagna. C0munque, dopo un po’ che marciavo, la persona con cui ero venuta è arrivata a cercarmi: non le andava l’idea di me spersa nella notte…
Maggio 11, 2006